Agricola Sant’Agnese is back in town.

C’era una volta Enocratia. Il locale. Poi è diventata distribuzione e quella c’è ancora. Ma anche il locale c’è ancora, da qualche settimana infatti Enocratia is back. Solo che si chiama Agricola Sant’Agnese. Tutto chiaro? A me abbastanza.

Dietro il bancone c’è sempre lui, Davide Mingiardi e in mescita propone vini di realtà artigianali italiane, prevalentemente biologici e biodinamici, accompagnati per ora non più dalla cucina ricercata di Eugenio Boer ma da stuzzichini vari. Si vocifera anche di un prossimo lancio del menù pranzo.

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Io sono stata in Agricola Sant’Agnese per la prima volta mercoledì scorso in occasione di una degustazione tenuta da Lorenzo di Goodmakers.it, che è un network d’acquisto enologico. Tutte le info dettagliatissime sul progetto le potete trovare QUI

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Tutti vini ottimi, su tutti Il Barbera d’Asti di Flavio Meistro (Azienda Agricola But) e il Klinec Villa de Mandan, Tocai bianco macerato.

Il mio sogno comunque dopo averli assaggiati tutti (e un aver aggiunto un paio di spritz), l’altra sera, con 36 gradi,  era pucciare i piedi nella vasca del ghiaccio quindi scusate se non sono precisissima su quello che ho assaggiato :D

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Menzione d’onore anche ai formaggi portati da Paolo Leone e al pane…ah, il pane allo zafferano, quanti orgas…eh, no volevo dire, che buono!

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Insomma, una bella serata, un posto che già c’era ma che è come se fosse totalmente nuovo e, per finire, un suggerimento:

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See you there! Io e le amichette mie ci si va giovedì prossimo ;)

AL Giappo. Sushi, cocktails e tazze bellissime.

Sabato sera sono andata Al Giappo. Che se sei di Milano funziona tipo così:

“oh ma dov’è che hai cenato?”

“Al Giappo, in Via de Amicis”

“Ma il Tokyo Fish? O un altro?”

“No no, proprio al Giappo”

“Sì, ho capito, ma quale giappo?”

E via così per ore che neanche “chi siete, dove andate due fiorini“. Quindi, il ristorante di chiama Al Giappo. Proprio così. E questo l’abbiamo chiarito. Poi io direi anche che è quasi un cocktail bar con cucina giapponese, che forse rende ancora più l’idea. Dietro il bancone Kevin miscela sapientemente alcolici e spezie e consiglia anche il cocktail migliore in abbinamento al menù scelto. Sulla carta dei drink poi una pagina dedicata ai drink ospiti: il Bruschettini di Frog e il Bitter Inside di Andrea, del mitico Pravda ad esempio. Ma anche ricette dal Bulgari e di Oscar Quagliarini.

foto 1Sailor Punch

foto 2Petite Fashioned

foto 2Mezcal (e la tazza bellissima che non sono riuscita a rubare ma che sarà presto in vendita)

Dal lato cibo, un giappo di tutto rispetto che si piazza secondo nella mia personale classifica milanese già al primo assaggio.

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Philadelphia – Salmon – Avocado rolls

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Nigiri di anguilla / salmone/ gambero crudo di Mazara del Vallo

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Chirashi misto

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Soft sheel crabs tempura (moche)

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Uramaki di frutta

Tutto eccellente, su tutto le moeche e i gamberi crudi. Originale il dolce, ma io ammetto di essere assuefatta all’abbinamento riso-frutta-sesamo da quando ho assaggiato lo sticky rice col mango a Al Mercato.

Spesa totale con anche i gyoza di gamberi: 85 euro. Onesto.

Insomma, un posto nuovo, consigliatissimo e dove tornerò spesso. Sia per i drink che per la cucina. Che per comprare la tazza.O rubarla.

Al Giappo

Via de Amicis 9

0278621229

 

 

 

 

Vino è Amore. Una serata in Casa Vinicola Zonin per #winetomany

Ho aperto questa pagina stamattina, per scrivere questo post. Avrei dovuto scriverlo già da molto tempo ma poi non lo so, sono fatta così, devo scrivere quando è il momento giusto. Per me. E oggi il momento è arrivato.

E’ stata una giornata strana quella di ieri, ho ricevuto un libro che mi ha fatto commuovere e riflettere, mi ha fatto respirare e guardare il Cielo e pensare che forse è vero che nella vita ci sono una serie di coincidenze, di cose giuste al momento giusto, che possono portarci verso la felicità.

Una delle fortune che ho avuto ultimamente è stata quella di conoscere Giovanna Lazzari, che (e lo dico col cuore) è una delle donne più brillanti, energiche, intelligenti che io conosca. Ed è anche un gran gnocca :D.

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Giovanna lavora per Casa vinicola Zonin a Gambellara (Vi) e è stata così gentile da invitarmi ad una serata, #winetomany, in cui si discuteva di come riportare il vino sulle tavole degli italiani. Io e il parlare in pubblico non andiamo proprio d’accordo quindi non è che abbia brillato in inventiva, anzi il mio contributo è stato più o meno questo

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ma la serata mi ha comunque dato la possibilità di conoscere delle persone davvero splendide: Dario Loison, pasticcere vicentino che poi ha coccolata inviandomi a casa delle magnifiche colombe e dei biscotti indescrivibilmente buoni

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Giulia che è un vero vulcano e mi ha fatto ridere tutta sera

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Luca che ho scoperto essere molto vicino al paese della persona che ha scritto il libro che vi dicevo. Coincidenze.

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Senza contare che quella sera mi è stata data una notizia che è Amore allo stato puro.

E forse questa non è una coincidenza, forse questo era quello che dovevo sentire in quel momento. Quella sera tutto era Amore. Per il vino, per la terra, per le cose che si fanno con passione. Amore che si vuole trasmettere agli altri con una bottiglia, con un dolce inviato a casa, con delle battute o coi ricordi di quando si andava la sera a Bassano perchè “Thiene sì, bella, però la sera…”

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E allora non so che dirvi davvero, Giovanna e Francesco Zonin. Solo grazie. E un pò grazie a questa strana giornata in cui un libro e un messaggio mi hanno fatto aprire così. E grazie alle coincidenze che mi hanno portato sempre più in questo mondo strano, pazzo e imprevedibile che è quello del vino fatto con Amore. Io, in questo momento, sono felice.

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n.b: quasi tutte le foto, quelle fighe, sono di casa vinicola Zonin

n.b 2: il piatto bellissimo che vedete nella foto della colomba è di Matino Lapini, aka Longplate, conosciuto sempre grazie alle coincidenze che mi hanno portata nel mondo del vino.

Cucinando con la soup maker: vellutata di asparagi e formaggio di capra

Ho passato settimane, mesi a dire “no, ma io non cucino sul blog…” e invece ogni tanto cedo anch’io e torno a pubblicare ricette. Con la dieta e tutto il resto non sono mai quelle cose meravigliose che affollano i blog, però di questa zuppa sono particolarmente soddisfatta quindi ho deciso di passarvela :)

Della Soup Maker vi avevo parlato QUI. Aggiungo solo una cosa: per pigrizia l’ho messa in lavastoviglie (per nasconderla alla visione di un ospite improvviso mentre era nel lavello) e sbadata come sono poi ho fatto partire il ciclo di lavaggio. Funziona perfettamente e si lava benissimo in lavastoviglie. Quindi ora zuppe tutti i giorni! Odio lavare a mano, si vede? :D

Comunque, fra quello e il non sporcare i fornelli le zuppe vanno davvero per la maggiore a casa mia ultimamente, infatti ho il freezer pieno di verdure…ma passiamo alla ricetta?

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  • 1 cipolla piccola
  • 1 patata sui 300 gr
  • 600 gr di asparagi
  • 800 ml di brodo vegetale
  • 1 cucchiaio di formaggio di capra
  • olio evo

Versate un filo d’olio sul fondo della SM e aggiungete la cipolla tagliata fine. Impostate su low per 3 minuti mescolando spesso. Unite le patate tagliate a cubetti e gli asparagi interi. Regolate su high per 18 minuti, poi spostate su simmer per altri 15. Unite a questo punto il formaggio di capra e frullate fino ad ottenere una consistenza vellutata.

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Ovviamente potete fare anche con una pentola e un frullatore a immersione eh ;) Più semplice di fare una zuppa proprio non c’è nulla! Però quanta bontà e quante poche calorie :D

Io l’ho servita (in balcone, l’unico giorno di sole) accompagnata da un sandwich farcito con filetto di salmone cotto in forno senza nulla e condito con poca salsa tartara e un pò di rucola all’aceto balsamico. Pane integrale, non fatto in casa ma a quello sto rimediando adesso!

E vado anche a preparare la prossima vellutata: patate, zucchine e curry…che ne dite?

A presto!

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#FuoriBicchiere2014

Da una “twitterata” e uno scambio di mayor fra La Cieca e Vinoir (per una sera eh!) è nata l’idea del FuoriBicchiere, un percorso nei giorni dell’affollatissimo fuori salone, per mangiare e bere bene. Una serie di offerte pensate per farvi assaggiare, degustare, scoprire ma anche passeggiare e imparare. Con tanto di evento carbonaro per quelli che seguiranno le istruzioni! Siete pronti? A me piace definirlo un FuoriSalone Autogestito…spero che a voi piaccia partecipare! In alto i calici! (In fondo al post trovate il PDF scaricabile dell’evento)

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I partecipanti:

  • Pavè – dall’ 8 al 13 Aprile, dalle 12 alle 14:30

Via Felice Casati 27
Panino con salsiccia lodigiana cruda, ketchup di peperoni rossi, maionese con senape in grani, spinacino e cipolla rossa + calice di Terrano IGT a 13 euro. (Solo panino a 10 euro)

  • Gelato Giusto – dall’ 8 al 13 aprile, orari di apertura del negozio

Via San Gregorio 17
Fragole al porto con gelato e mandorle tostate, nel bicchiere d’asporto del frappè a 4,50 euro

  • Lattughino - dall’ 8 al 13 Aprile, orari di apertura dei negozi

Via Vigevano 10
Via Anfossi 2
Degustazione di appetizers per due persone (falafel, polpettine di verdura, hummus di ceci con pinzimonio di verdure, olive marinate) + 2 calici di Prosecco Asolo Bele Casel 16 euro

  • Vinoir - dall’8 al 12 aprile, dalle 17 -21:30

Ripa di Porta Ticinese 93b
Un piatto di salumi e formaggi e un calice di vino a 10 euro

10/4 : Surprise Event

  • Hic – dall’ 8 al 13 aprile, dalle 18 alle 23

Via Spallanzani 11
Uno sconto del 50% su tutti i calici, caricando sui social una vostra foto con l’hashtag #hicselfie

  • El Buscia – dall’ 8 al 13 Aprile, dalle 18:30 alle 20:30

Viale Beatrice D’Este 48
il secondo calice, di importo uguale al primo, al 50% di sconto

  • Erba Brusca – dall’ 8 all’ 11 Aprile, per cena

Alzaia Naviglio Pavese 286
Un menù degustazione a sorpresa di 6 portate con vini in abbinamento a 55 euro

  • PastaMadre - dall’ 8 al 13, per cena

Via Bernardino Corio 8
Insalata di carciofi e fave novelle con gamberi rossi
Chitarre con cipollotto bianco brasato, scaglie di pecorino e polvere di olive nere
Totanetti in tempura e puntar elle
Mousse di limone e pistacchio
Vino al calice: Zibibbo di Nino Barraco
Prezzo speciale: 40 euro

  • Taglio - dal 10 al 13 Aprile, sia per pranzo che per l’aperitivo

Via Vigevano 10
Arrosto morbido di guancialino alla Malvasia di Damijan Podversic e morbido di patate in abbinamento ad un calice di Malvasia a 20 euro

  • Fishbar - dal 10 al 13 aprile, negli orari di apertura del ristorante

Via Montebello 7
Fish&chips d’asporto e bottiglia di Kuhbacher Lager a 10 euro

  • La Cieca – dal 10 al 13 Aprile, dalle 22.30 all’01.00

Via Carlo Vittadini 6
Il secondo calice (di importo uguale al primo) scontato al 50%

  • Al Mercato Atomico – dall’ 8 al 13 Aprile, dalle 22:00 alle 24

Viale Bligny 3
Bahn Mi di pollo e calice di vino a 10 euro

  • Il Vinodromo – dall’ 8 al 13 Aprile

Via Salasco 21
Propone ogni sera un evento diverso:

Martedì 8/4: Verticale di Parmigiano Reggiano Az.Agr. Gennari (13 mesi, 24 mesi, 36 mesi), 3 assaggi di vino e “Volume Two” di She & Him, perchè un parmigiano si può abbinare anche all’eleganza rurale del gruppo statunitense. Costo: 25 euro.

Mercoledì 9/4: Tre mini tartare di Manzo (carne da Cascina Cornalba) condite in modi differenti, 3 assaggi di vino e il disco nato dal perfetto abbinamento musicale tra Stan Getz e Bill Evans. Ad ogni soffio di sassofono un morso, ad ogni tasto di piano un sorso. Costo: 25 euro

Giovedì 10/4: Piatto degustazione di pesce crudo, 3 assaggi di vino e “Creature Deams” di Tokimonsta. Perchè ciò che può apparire freddo ed essenziale alla nostra bocca e alle nostre orecchie, può scaldare una serata. Costo: 25 euro.

Venerdì 11/4: Degustazione di 3 rum con tris di dolci e “Home Again” di Michael Kiwanuka. Casa è dove ci si sente accolti. Da un bicchiere, dalla dolcezza e da una voce. Per meditare con un sorriso. Costo: 25 euro

Sabato 12/4: Selezione di formaggi erborinati, due assaggi di vini passiti e “That’s It” di Mr.T-Bone And His Jamaican Liberation Orchestra. Un’ intera orchestra musicale per liberare un’orchestra di sensazioni gustative. Costo: 25 euro

#viniacasamia
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Domenica 13 Aprile ci sarà anche il main event del FuoriBicchiere, grazie all’ospitalità di #viniacasamia infatti potrete degustare dell’ottimo vino Varramista e tante altre sorprese…a costo zero!
(Segnalate la vostra partecipazione tramite twitter a @viniacasamia, seguitelo e seguite @fuoribicchiere…il luogo dell’evento vi verrà comunicato. Forse) (Se non avete twitter vi vogliamo lo stesso, scrivete a info@lasignoralaura.com)

** Update 7/4: Signori, FuoriBicchiere ha avuto una candidatura spontanea e noi ne siamo ben felici, quindi vi segnaliamo:

  • Vinello A Milano, dall’8 al 13 negli orari d’apertura del negozio

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Calice di Bonarda Bio  dell’ Az. Agr. Gruppo Vignaioli di San Colombano al Lambro (Mi) più pane e salame di Soncino a 5 euro **

Extra FuoriBicchiere

I piatti Longplate, creati da Martino Lapini e Domenico Montemurro, porteranno la musica in tavola durante la settimana del design con un’iniziativa Al Fresco. I piatti che hanno l’aspetto di vinili, diventeranno un mezzo per consumare le portate dello chef Kokichi Takahashi e contemporaneamente per veicolare musica.  Per l’occasione verrà prodotta una limited edition che lancerà in esclusiva The Next One, il nuovo album di Tommy Bass, artista della scena elettro-funk italiana.

Ristorante Al Fresco

Via Savona 50, Milano.

Dall’8 al 13 aprile 2014 – http://www.longplate.com

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#FuoriBicchiere2014

Scaricate il pdf dell’evento QUI

Una giornata da SapoRè

Metti un pò di amici fissati col buon cibo e amanti della pizza. Metti un’idea per una gita. Metti che ogni scusa è buona insomma e in un batter d’occhio si organizza di andare tutti a San Martino Buon Albergo a trovare Renato Bosco e le sue meravigliose pizze (alte). Il viaggio da Milano non dura neanche tanto fra una chiacchiera e un pettegolezzo e per l’ora di pranzo siamo da Saporè senza neanche affrontare una levataccia nel weekend.

Fuori il gelo e il diluvio, dentro il calore dell’ambiente casalingo e del sorriso di Renato che ci fanno subito sentire bene.

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Ci accomodiamo e subito veniamo coccolati con una cosa tanto semplice quanto deliziosa: pane e salsa di pomodoro Petrilli. La più buona mai mangiata. Commozione pura. E un piccolo smarrimento quando Petunia mi fa arrivare uno spritz liscio, senza aperol, prosecco e seltz insomma :D Si scoprono sempre cose nuove… ;)

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Nella totale indecisione decidiamo di affidarci al percorso degustazione e iniziamo con la pizza croccantissima imbottita, praticamente uno scrunch unico…mica per nulla si chiama “romana doppio crunch” ;)

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Continuiamo con la pizza croccante con le acciughe, la mia preferita di tutta la degustazione…

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La pizza rotonda tradizionale cotta nel forno a legna con burrata e crudo…

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e quella con buratta, carciofi e porchetta…

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Per concludere con il “pane di mozzarella”, piatto di Identità Golose: un’aria di pane il cui impasto viene annegato nell’acqua di mozzarella prima della cottura in modo da mantenere la tintarella di luna anche dopo il passaggio in forno, farcito con burrata, pomodoro, acciuga e olio. Uno spettacolo.

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Insomma, di pizza ne abbiamo mangiata! Ma, grazie all‘attenzione senza pari nella scelta degli ingredienti e alle lunghe lievitazioni non ci siamo sentiti appesantiti una volta terminato il pasto, anzi, qualcuno avrebbe ricominciato da capo! ;) Meno male che è arrivata anche la prima colomba di stagione :P

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Un grazie a tutti gli amici/commensali (Petunia, MariaCristina, Alessia, Emanuele e consorti vari) per la bella giornata e a Renato per l’ospitalità, la simpatia, il sorriso e la tanta tanta pizza. Ti aspettiamo a Milano!! :D Oppure aspettaci tu per la prossima gita #occupysaporè :P

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La mia #TastingMolino experience – Hilton Molino Stucky

Lo scorso weekend sono stata invitata da Hilton alla scoperta del loro splendido hotel a Venezia, il Molino Stucky (si legge St-U-cky non St-A-cky come lo leggevo io). A far che, direte voi?

Allora, sono stata invitata con altri blogger alla scoperta dell’hotel, solo che io sono io, mica una blogger seria…Partiamo dal giorno uno. Anzi no, partiamo dal giorno prima in cui ho vegetato fra divano e vasca da bagno per uscire solo alla ricerca di alcolici, che ovviamente ho trovato sull’ormai consolidata asse Milano-Castellanza. Quindi mi son ritrovata all’1 di notte, dopo qualche drink, a preparare la valigia utilizzando lo stesso vocabolario della scena iniziale di “Quattro matrimoni e un funerale”. Senza Hugh Grant purtroppo. Dopodichè ho scoperto che il mio geniale piano di andare a Milano prendendo il treno a Legnano sarebbe miseramente fallito causa sciopero di Trenord. Grazie, sarebbe stata tipo la prima volta che prendevo il treno dall’Olona Valley, direi che lo prendo come un segno. Quindi decido di farmi portare a Milano la mattina presto e farmi portare da Pavè. Fin lì tutto bene: scrivo un post, non ingurgito 6000 calorie in focaccine alla frutta, arrivo in stazione in orario, trovo il mio posto. Che non ha la presa di corrente. Chiedo dunque ospitalità in un posto vuoto accanto alla suddetta fonte di energia elettrica, generando ovviamente una serie di spostamenti a catena. Però, devo dire, che tutti i ragazzi che ho costretto a muoversi di posto sono stati molto gentili e non hanno fatto una piega pur di scongiurare una mia crisi isterica. La galanteria non è morta. Prendo l’Ipad e aggiorno l’App di wordpress che mi chiede la password per loggarmi di nuovo, terminato il processo. Mmm. Password. Il vuoto. Vado a un media trip e non so la password per accedere al mio blog. Molto bene. Tento di recuperarla ma faccio prima ad arrivare a Venezia. In stazione mi ricongiungo con Manuela dell’ufficio stampa di Hilton, Laura, Raffaella e Claudia e insieme ci dirigiamo al molo dei taxi. Mi sono sentita molto molto star del cinema sul motoscafo, baciata dal sole. E sono anche riuscita a non rompermi una gamba e/o cadere in laguna salendo e scendendo dall’imbarcazione.

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L’approcio a Molino Stucky, situato sull’isola dell Giudecca, è stupefacente…si esce da un rio, si passa sotto un ponticciolo ed eccolo li, il Molino in tutta la sua imponenza

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Ecco, imponente. Ricordatevelo. Perchè il Molino Stucky era davvero un mulino edificato fra ’800 e ’900 ed è composto da 13 edifici. Quindi non giudicatemi male se per andare da camera mia al ritrovo nella hall mi sono persa. E son dovuta uscire dall’hotel. E costeggiare il canale della Giudecca per ritrovare l’ingresso. Meno male che sono stati tutti comprensivi e mi hanno portato con loro alla prima tappa: piazzetta Nutella

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Nel senso che è una piazzetta (campiello?) all’interno di Molino Stucky, con un Nutella Bar. Dove servono tutte cose farcite con la Nutella. Tanta Nutella. L’ho già detto Nutella? Aperta agli ospiti, ma anche ai veneziani, nei mesi estivi è la gioia di tutti i golosi! Ma tranquilli, d’inverno c’è l’angolo crepe – con Nutella- all’interno del Lounge Bar Rialto, situato nella hall.

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Dopo tutti quei peccati di gola però era proprio tempo di camminare e di certo lo spazio non manca a Molino Stucky. Siamo partite dalla hall e abbiamo percorso il lungo corridoio in cui ogni mese vengono esposte le opere di un artista emergente. Queste di Manù Brunello, fra l’altro, erano davvero molto belle.

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Siamo arrivate in una zona dell’albergo dedicata alla memoria della famiglia Stucky, soprattutto di Giovanni : fondatore del Molino, proprietario di Palazzo Grassi da lui restaurato e promotore della Biennale. Insomma, uno svizzero molto amato dai veneziani…anche se la leggenda narra che venne assassinato proprio da un suo dipendente per una storia di donne. Quanto ce piace de spettegolà signora mia :D.

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Di gossip in gossip siamo arrivate all’esterno dove c’è un meraviglioso e rilassante giardino e l’ingresso della Kelly Spa, la spa più grande della laguna con i suoi 600 mq di sauna, idromassaggio, cromoterapia, area relax e tutte altre cose che io devo tornare a provare assolutamente. Così, per dovere di cronaca eh.

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Momento clou del giro: la suite presidenziale. 300 mq distribuiti fra due camere da letto, cucina, salone, cabine armadio, quattro bagni, sauna, jacuzzi, palestra e accesso privato alla torre più alta di Venezia da cui si può godere di una vista sulla Serenissima da 35 metri d’altezza. Il costo, ovviamente, non è basso ma all’Hilton Molino Stucky sono così romantici che l’hanno concessa anche per brevissimi periodi…il tempo di chiedere in moglie la vostra amata ;)

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Comunque la vista dall’alto ve la potete godere anche voi, basta andare a prendere un drink allo Skyline Rooftop bar come abbiamo fatto noi per aperitivo. Situato all’ 8° piano ha due terrazze e una zona centrale coperta, nei mesi estivi però si espande fino alla piscina con il Moet&Chandon bar. Io ho preso un Passion Fruit Martini e devo dire che la lista dei drink era davvero interessante, tante cose originali e assolutamente da assaggiare! I canapè che ci hanno portato coi drink poi erano divini, soprattutto quello con le capelonghe…ovvero i cannolicchi!

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Abbandonato questo roofbar moderno e da grande metropoli europea, siamo scese a piano terra per la cena al Bacaromi. Allora, a Venezia i cicchetti sono gli stuzzichini, le ombre sono i bicchieri di vino che li accompagnano e i bacari sono i “baretti” specializzati in queste cose. A Molino Stucky hanno voluto il loro personale Bacaro: il Bacaromi. Gli arredi e le decorazioni hanno decisamente il sapore della vecchia Venezia ma la cucina è quella di un Bacaro contemporaneo. E le porzioni non sono proprio da stuzzichino! :) Noi ci siamo concesse il risotto alle capesante e cefalo; fritto misto di pesce, verdura e frutta; cichetti vari e per dolce…un bel gelato alla Nutella! La cosa stupenda è il menù in Veneziano coi piatti delle nonne…nel senso che li hanno chiesti davvero a delle nonne veneziane! Bellissimo!

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Dopo un ultimo drink allo Skyline, per salutare Paola e Stefano appena arrivati, siamo andate a nanna e ci siamo ritrovate l’indomani al ricchissimo buffet delle colazioni: uova, salsicce, fagioli, bacon, salumi, formaggi ma anche vari tipi di pane, marmellate, torte, muffin, biscotti…insomma da star li almeno due ore!

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Ma noi avevamo una missione: imparare a cucinare il risotto col radicchio, salsiccia e riduzione di Cabernet. Glisserò sui particolari che hanno portato il mio risotto a diventare zuppa e ringrazierò solo lo chef Ivan Catenacci per la pazienza e mando tutta la mia massima stima a voi che lavorate in cucina perchè io già alla tostatura del riso stavo evaporando! Grazie!

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Infine ci siamo concessi un breve giro alla Giudecca. Isola poco frequentata dai turisti e per questo molto tranquilla e caratteristica, è famosa per la presenza della Chiesa del Redentore che vi ricorderà qualcosa per la festa che si svolge in terzo sabato di luglio in cui si crea un ponte fra le Zattere e la Giudecca e tutti i veneziani affollano il bacino di San Marco di barche per godersi i fuochi d’artificio. Io ci voglio andare!

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E mentre passeggiavo pensavo che Molino Stucky è proprio un bel posto, non solo come hotel, ma anche come centro di ritrovo per i Veneziani che possono godersi i ristoranti, la spa, piazzetta nutella e lo skyline bar in un’oasi di tranquillità…io ci andrei spesso!

E poi…niente…siamo tornati a casa! Grazie mille a Hilton, Manuela, Erika e Giulia di Molino Stucky, Laura, Raffaella, Claudia, Paola e Stefano!

Ci vediamo per il pool party no? ;)

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Piccola guida alla giornata felice della Signora Laura. Aka my fav spots.

Probabilmente, e dico probabilmente, si é notato un vago trend total black e #maiunagioia frequentandomi nell’ultimo periodo. Capita, days come and go, come ci ricordano i sempre amati Papa Roach. Non finire raggomitolati sul divano ascoltando Lana del Rey però è possibile e bastano poche cose: giornate soleggiate, passeggiate con gli amici e i locali del cuore. Perché, dai, anche se ci piace provare posti nuovi e fare quelli che conoscono tutti i locali fighi di Milano, la verità é che ognuno ha i posti dove si sente bene, dove si sente a casa. E dato che sono generosa vado a illustrarvi la giornata felice ideale della Signora Laura. Sai mai voleste invitarmi a uscire :D

Colazione e pranzo

Allora, la colazione prima delle 10:30 non esiste. Chiarito questo punto, e spiegato perché colazione e pranzo sono accorpati, posso dirvi che alternerei due posti: Pavé e Taglio

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Pavé é una bakery. Sì, capisco di soffrire della perversione milanese di inglesizzare tutto ma io riesco a definirla solo bakery. Ottima pasticceria, dalle brioche alle torte rigorosamente tutte prodotte nel laboratorio a vista. Buoni anche i panini che potete trovare a pranzo e l’aperitivo…con pimm’s! A parte questo Pavè é uno di quei posti dove “perder tempo” come se foste a casa: wifi, caffè e il plus delle brioche che a casa non avete! Poi potete stare sprofondati in poltrona (se riuscite ad accaparrarvela) per ore, navigando, leggendo o scrivendo post su quanto sia bello e ti rimetta in pace col mondo stare da Pavé.

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Stesso discorso di tranquillità e wifi per Taglio, ma con l’aggiunta di un mio grande grande amore: la colazione salata. Datemi un paio di uova benedict e una passeggiata lungo il Naviglio in una tiepida giornata di sole e potrei anche quasi essere felice. Il quasi é dato dalla consapevolezza del contenuto calorico della salsa olandese ovviamente. Ma, in fondo, ci si può concedere questo regalo una volta ogni tanto, anche solo per il piacere di stare a parlare a lungo con Raffaele di caffè e dei vari metodi di infusione…e degustare le diverse varietà e capire che non è solo quella bevanda calda e analcolica che mi trasforma in una persona (più o meno) socievole…Mimmo in cucina poi é di una dolcezza unica, ti fa venire voglia di prenotare i posti al bancone solo per vederlo muoversi fra i fornelli e chiacchierare con lui.

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Pomeriggio…

Dopo che vi sarete rifocillati per per bene, confidando nel bel tempo, andate a fare una passeggiata! Davvero, io sono pigrissima ma cosa c’è di meglio in questa stagione che andare ai giardini pubblici con un libro e stendersi al sole a leggere? Il sole andrà via in tempo per l’aperitivo e io adoro fare a piedi tutta la strada che separa Porta Venezia da Porta Romana, dove si svolge la mia vita notturna…

Aperitivo

Lo so che vi aspettate che io scriva di un posto. Lo so. :D E lo farò, ma metterlo nella categoria aperitivo mi pare riduttivo :P Quindi inizierò col parlarvi dell’altro posto…che non ha bisogno neanche di introduzioni: il Pravda. C’era una puntata di Gilmore girls in cui si diceva a Lorelai che una signora non dovrebbe mai far sapere di conoscere il barman per nome. Beh, allora io non voglio essere una signora perché non c’è nulla di più bello che entrare in un locale dove ti salutano per nome e ti senti perfettamente a tuo agio anche se sei il da sola. Sí, é un posto piccolo, sì é meglio d’estate quando (ciao residenti) si sta fuori sul marciapiede senza ibernare ma chi se ne frega (A parte i residenti, dico) . Mille volte meglio un posto dove ci si sente bene, no? E dove si beve anche bene! Per l’aperitivo io consiglio il sour alla mela verde o al frutto della passione, oppure il cocktail alla fragola e basilico che non so se é un sour. Per amor di giornalismo tornerò a chiedere, per voi eh…. Per il dopo cena shot di vodka liscia come se non ci fosse un domani. *disclaimer: bevete responsabilmente* ( I say don’t drink and drive, you may spill your drink)

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Cena

C’è gente, di cui non farò il nome, che ci andrebbe in taxi. Ma voi fateveli due passi a piedi (questo post non é stato sponsorizzato da nessuna società ginnica) è andate da Pastamadre. Perché lo adoro? Beh, come non amare un posto in cui lo chef sa che adoro le sue alicette fritte e te le fa recapitare al tavolo insieme al menù appena ti accomodi?Francesco sei il migliore! :) Il posto é piccolo e gira voce che le sedie siano particolarmente scomode ma, come per il Pravda, sono piccolezze, cose che scheggiano un po’ la perfezione che non piace a nessuno no? E poi ma chi se ne frega della sedia un po’ dura quando puoi avere le alicette fritte,i paccheri con la salsiccia e il caciocavallo e dei dolci meravigliosi… (Anche il resto del menù eh, ma io sono abitudinaria :D) . E soprattutto quando puoi avere la compagnia di Francesco che sembra timidissimo, ma poi quando inizia a parlare ti travolge con la sua passione per cibo e vino!

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Pre- after- during- dinner. Una dichiarazione d’amore.

Ed eccoci qui. Volevate che non vi parlassi de La Cieca? Innanzitutto sono il mayor e un motivo ci sarà. Sì il vino mi piace ma sarebbe assolutamente inutile farvi credere che io me ne intenda davvero. Ho capito più o meno cosa mi piace e cosa no e assaggiare cose nuove piano piano forse mi porterà anche a comprendere la totalità di questo mondo meraviglioso, ma ormai non è più tanto il vino e il voler imparare che mi porta li. É che tutti abbiamo bisogno di un posto dove sentirci bene, fra amici, dove sapere di poter incontrare qualcuno che si conosce senza organizzarsi su whatsappe farsi due chiacchiere e qualche risata. Un posto dove poter entrare alle 18:30 e uscire all’una di notte senza che il tempo sia pesato. Un posto dove ti fanno sentire costantemente bene, anche se a volte pare il raduno del reparto psichiatrico del Niguarda (questa me la faranno pagare lo so). E vabbé, io li ci sto bene, forse perché non c’é mica bisogno di fingere di essere dei super enofighetti o forse perché dal reparto psichiatrico sono appena fuggita pure io, non lo so. So che prima o poi più che sul bicchiere nero scriveranno il mio nome direttamente su uno sgabello e io ne sarò ben felice! La maglietta già c’è l’ho! :D Sì, questo comunque era un ringraziamento pubblico per tutte le sere che mi avete sopportata, nel buono e nel cattivo umore, in sobrietà e ubriachezza, finché chiusura non ci separi. Basta, fine del sentimentalismo, che poi mi commuovo e mi si scioglie il mascara. Tornerò professscional e vi dirò che il locale é speculare al Pravda quindi lo spazio sempre quello é, ma il ghe sboro regna sempre sovrano quando in cambio si può stare bene, in compagnia e con ottimi vini! E poi c’è sempre un evento a cui partecipare o qualcosa di nuovo da degustare, basta buttarsi con fiducia e senza aver timore di essere squadrati male perché non si conoscono etichette e annate. Giuro che mi é capitato, enoteca fighetta in cui se non parli di tannino e riveratolo (Che fra l’altro sono i primi due termini a caso che mi sono venuti in mente e che saprei contestualizzare come parole a caso sulla fissione nucleare) come se fossero figli tuoi ti trattano con una sufficienza tale che manca solo la maglietta “you can’t sit with us”. Che odio. No perché scusate eh, ma se io voglio uscire e non ho fatto il corso da sommelier non posso godermi la serata e un bicchiere di vino lo stesso? Devi per forza trattarmi come se mi meritassi solo bianco frizzante alla spina? Questo, sinceramente, è il problema di tante enoteche o forse son stata sempre sfortunata io ma nella mia esperienza enologica, che non sarà millenaria ma esiste, e ho sempre avuto pregiudizi e quasi timore di andare in enoteca senza capirne. Quindi, chiudendo qua lo sfogo, un grazie a la cieca anche per avermi fatto rivalutare ed avvicinare a questo mondo! E se anche voi siete reduci da brutte mean-eno-girls esperienze fate un salto e capite che al Wine bar (ho finito i sinonimi in italiano) si può stare davvero bene. Giuro. Non mi pagano per dirlo. Anzi sono io che fra un po’ dovrò pagarli per sopportarmi :D e ora due foto per chiudere il post che devo andare a prendere il treno ;)

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Ci rileggiamo da Venezia, per #molinotasting! A presto….magari in un dei miei posti felici ;)

Una serata coi cantineros Havana Club

Metti una sera al Bobino Club coi cantineros dell’Havana Club. Potevo mancare? Direi di no. Soprattutto se cotali stinchi di santi si sono offerti di insegnarmi a miscelare un cocktail. Allora, andiamo con ordine. Ho letto l’elenco dei drink, ne ho scelto uno e l’ho bevuto…così, per settare il gusto. Poi ho provato a cimentarmi…e ho deciso di fare quella che beve che è meglio! :)

 Il cocktail da me scelto era il Chanchanchara composto da :

  • 3cl di miele
  • 1,5 cl di succo di lime
  • 4,5 cl di havana 7 anni
  • ghiaccio tritato

Prima abbiamo messo il succo di lime e il miele molto liquido sul fondo del bicchiere e abbiamo amalgamato bene…poi rhum, ghiaccio e ciliegine! Meraviglioso…

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Il suo era molto buono, dolce, con quella pnta di lime a solleticare le papille gustative. Il mio sapeva di rhum. Havana Club 7 anni. Il che è cosa buona e giusta ma forse non era lo scopo del gioco :P

Prima di Natale L’Havana Club mi aveva anche chiesto di creare un cocktail per loro, a fantasia, con gli ingredienti selezionati:

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E la mia creazione è stata molto semplice, ma, devo dirmelo, soddisfacente per il clima invernale:

  • il succo di un arancia
  • 2 cucchiaini di miele
  • 4,5 cl di Havana 7 anni
  • una stecca di cannella

Ho fatto scaldare miele e succo d’arancia in un pentolino, senza portare a bollore. Ho versato il tutto nel bellissimo bicchiere Havana e ho aggiunto il rhum…una bella mescolata con la stecca di cannella lasciata poi in infusione e…buon relax sul divano ;)

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Insomma, grazie a tutti per la serata e soprattutto ai cantineros per la santa pazienza! :D

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#havanamixyourlife

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