#FuoriBicchiere2014

Da una “twitterata” e uno scambio di mayor fra La Cieca e Vinoir (per una sera eh!) è nata l’idea del FuoriBicchiere, un percorso nei giorni dell’affollatissimo fuori salone, per mangiare e bere bene. Una serie di offerte pensate per farvi assaggiare, degustare, scoprire ma anche passeggiare e imparare. Con tanto di evento carbonaro per quelli che seguiranno le istruzioni! Siete pronti? A me piace definirlo un FuoriSalone Autogestito…spero che a voi piaccia partecipare! In alto i calici! (In fondo al post trovate il PDF scaricabile dell’evento)

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I partecipanti:

  • Pavè – dall’ 8 al 13 Aprile, dalle 12 alle 14:30

Via Felice Casati 27
Panino con salsiccia lodigiana cruda, ketchup di peperoni rossi, maionese con senape in grani, spinacino e cipolla rossa + calice di Terrano IGT a 13 euro. (Solo panino a 10 euro)

  • Gelato Giusto – dall’ 8 al 13 aprile, orari di apertura del negozio

Via San Gregorio 17
Fragole al porto con gelato e mandorle tostate, nel bicchiere d’asporto del frappè a 4,50 euro

  • Lattughino - dall’ 8 al 13 Aprile, orari di apertura dei negozi

Via Vigevano 10
Via Anfossi 2
Degustazione di appetizers per due persone (falafel, polpettine di verdura, hummus di ceci con pinzimonio di verdure, olive marinate) + 2 calici di Prosecco Asolo Bele Casel 16 euro

  • Vinoir - dall’8 al 12 aprile, dalle 17 -21:30

Ripa di Porta Ticinese 93b
Un piatto di salumi e formaggi e un calice di vino a 10 euro

10/4 : Surprise Event

  • Hic – dall’ 8 al 13 aprile, dalle 18 alle 23

Via Spallanzani 11
Uno sconto del 50% su tutti i calici, caricando sui social una vostra foto con l’hashtag #hicselfie

  • El Buscia – dall’ 8 al 13 Aprile, dalle 18:30 alle 20:30

Viale Beatrice D’Este 48
il secondo calice, di importo uguale al primo, al 50% di sconto

  • Erba Brusca – dall’ 8 all’ 11 Aprile, per cena

Alzaia Naviglio Pavese 286
Un menù degustazione a sorpresa di 6 portate con vini in abbinamento a 55 euro

  • PastaMadre - dall’ 8 al 13, per cena

Via Bernardino Corio 8
Insalata di carciofi e fave novelle con gamberi rossi
Chitarre con cipollotto bianco brasato, scaglie di pecorino e polvere di olive nere
Totanetti in tempura e puntar elle
Mousse di limone e pistacchio
Vino al calice: Zibibbo di Nino Barraco
Prezzo speciale: 40 euro

  • Taglio - dal 10 al 13 Aprile, sia per pranzo che per l’aperitivo

Via Vigevano 10
Arrosto morbido di guancialino alla Malvasia di Damijan Podversic e morbido di patate in abbinamento ad un calice di Malvasia a 20 euro

  • Fishbar - dal 10 al 13 aprile, negli orari di apertura del ristorante

Via Montebello 7
Fish&chips d’asporto e bottiglia di Kuhbacher Lager a 10 euro

  • La Cieca – dal 10 al 13 Aprile, dalle 22.30 all’01.00

Via Carlo Vittadini 6
Il secondo calice (di importo uguale al primo) scontato al 50%

  • Al Mercato Atomico – dall’ 8 al 13 Aprile, dalle 22:00 alle 24

Viale Bligny 3
Bahn Mi di pollo e calice di vino a 10 euro

  • Il Vinodromo – dall’ 8 al 13 Aprile

Via Salasco 21
Propone ogni sera un evento diverso:

Martedì 8/4: Verticale di Parmigiano Reggiano Az.Agr. Gennari (13 mesi, 24 mesi, 36 mesi), 3 assaggi di vino e “Volume Two” di She & Him, perchè un parmigiano si può abbinare anche all’eleganza rurale del gruppo statunitense. Costo: 25 euro.

Mercoledì 9/4: Tre mini tartare di Manzo (carne da Cascina Cornalba) condite in modi differenti, 3 assaggi di vino e il disco nato dal perfetto abbinamento musicale tra Stan Getz e Bill Evans. Ad ogni soffio di sassofono un morso, ad ogni tasto di piano un sorso. Costo: 25 euro

Giovedì 10/4: Piatto degustazione di pesce crudo, 3 assaggi di vino e “Creature Deams” di Tokimonsta. Perchè ciò che può apparire freddo ed essenziale alla nostra bocca e alle nostre orecchie, può scaldare una serata. Costo: 25 euro.

Venerdì 11/4: Degustazione di 3 rum con tris di dolci e “Home Again” di Michael Kiwanuka. Casa è dove ci si sente accolti. Da un bicchiere, dalla dolcezza e da una voce. Per meditare con un sorriso. Costo: 25 euro

Sabato 12/4: Selezione di formaggi erborinati, due assaggi di vini passiti e “That’s It” di Mr.T-Bone And His Jamaican Liberation Orchestra. Un’ intera orchestra musicale per liberare un’orchestra di sensazioni gustative. Costo: 25 euro

#viniacasamia
location segreta
Domenica 13 Aprile ci sarà anche il main event del FuoriBicchiere, grazie all’ospitalità di #viniacasamia infatti potrete degustare dell’ottimo vino Varramista e tante altre sorprese…a costo zero!
(Segnalate la vostra partecipazione tramite twitter a @viniacasamia, seguitelo e seguite @fuoribicchiere…il luogo dell’evento vi verrà comunicato. Forse) (Se non avete twitter vi vogliamo lo stesso, scrivete a info@lasignoralaura.com)

** Update 7/4: Signori, FuoriBicchiere ha avuto una candidatura spontanea e noi ne siamo ben felici, quindi vi segnaliamo:

  • Vinello A Milano, dall’8 al 13 negli orari d’apertura del negozio

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Calice di Bonarda Bio  dell’ Az. Agr. Gruppo Vignaioli di San Colombano al Lambro (Mi) più pane e salame di Soncino a 5 euro **

Extra FuoriBicchiere

I piatti Longplate, creati da Martino Lapini e Domenico Montemurro, porteranno la musica in tavola durante la settimana del design con un’iniziativa Al Fresco. I piatti che hanno l’aspetto di vinili, diventeranno un mezzo per consumare le portate dello chef Kokichi Takahashi e contemporaneamente per veicolare musica.  Per l’occasione verrà prodotta una limited edition che lancerà in esclusiva The Next One, il nuovo album di Tommy Bass, artista della scena elettro-funk italiana.

Ristorante Al Fresco

Via Savona 50, Milano.

Dall’8 al 13 aprile 2014 – http://www.longplate.com

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#FuoriBicchiere2014

Scaricate il pdf dell’evento QUI

Una giornata da SapoRè

Metti un pò di amici fissati col buon cibo e amanti della pizza. Metti un’idea per una gita. Metti che ogni scusa è buona insomma e in un batter d’occhio si organizza di andare tutti a San Martino Buon Albergo a trovare Renato Bosco e le sue meravigliose pizze (alte). Il viaggio da Milano non dura neanche tanto fra una chiacchiera e un pettegolezzo e per l’ora di pranzo siamo da Saporè senza neanche affrontare una levataccia nel weekend.

Fuori il gelo e il diluvio, dentro il calore dell’ambiente casalingo e del sorriso di Renato che ci fanno subito sentire bene.

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Ci accomodiamo e subito veniamo coccolati con una cosa tanto semplice quanto deliziosa: pane e salsa di pomodoro Petrilli. La più buona mai mangiata. Commozione pura. E un piccolo smarrimento quando Petunia mi fa arrivare uno spritz liscio, senza aperol, prosecco e seltz insomma :D Si scoprono sempre cose nuove… ;)

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Nella totale indecisione decidiamo di affidarci al percorso degustazione e iniziamo con la pizza croccantissima imbottita, praticamente uno scrunch unico…mica per nulla si chiama “romana doppio crunch” ;)

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Continuiamo con la pizza croccante con le acciughe, la mia preferita di tutta la degustazione…

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La pizza rotonda tradizionale cotta nel forno a legna con burrata e crudo…

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e quella con buratta, carciofi e porchetta…

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Per concludere con il “pane di mozzarella”, piatto di Identità Golose: un’aria di pane il cui impasto viene annegato nell’acqua di mozzarella prima della cottura in modo da mantenere la tintarella di luna anche dopo il passaggio in forno, farcito con burrata, pomodoro, acciuga e olio. Uno spettacolo.

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Insomma, di pizza ne abbiamo mangiata! Ma, grazie all‘attenzione senza pari nella scelta degli ingredienti e alle lunghe lievitazioni non ci siamo sentiti appesantiti una volta terminato il pasto, anzi, qualcuno avrebbe ricominciato da capo! ;) Meno male che è arrivata anche la prima colomba di stagione :P

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Un grazie a tutti gli amici/commensali (Petunia, MariaCristina, Alessia, Emanuele e consorti vari) per la bella giornata e a Renato per l’ospitalità, la simpatia, il sorriso e la tanta tanta pizza. Ti aspettiamo a Milano!! :D Oppure aspettaci tu per la prossima gita #occupysaporè :P

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La mia #TastingMolino experience – Hilton Molino Stucky

Lo scorso weekend sono stata invitata da Hilton alla scoperta del loro splendido hotel a Venezia, il Molino Stucky (si legge St-U-cky non St-A-cky come lo leggevo io). A far che, direte voi?

Allora, sono stata invitata con altri blogger alla scoperta dell’hotel, solo che io sono io, mica una blogger seria…Partiamo dal giorno uno. Anzi no, partiamo dal giorno prima in cui ho vegetato fra divano e vasca da bagno per uscire solo alla ricerca di alcolici, che ovviamente ho trovato sull’ormai consolidata asse Milano-Castellanza. Quindi mi son ritrovata all’1 di notte, dopo qualche drink, a preparare la valigia utilizzando lo stesso vocabolario della scena iniziale di “Quattro matrimoni e un funerale”. Senza Hugh Grant purtroppo. Dopodichè ho scoperto che il mio geniale piano di andare a Milano prendendo il treno a Legnano sarebbe miseramente fallito causa sciopero di Trenord. Grazie, sarebbe stata tipo la prima volta che prendevo il treno dall’Olona Valley, direi che lo prendo come un segno. Quindi decido di farmi portare a Milano la mattina presto e farmi portare da Pavè. Fin lì tutto bene: scrivo un post, non ingurgito 6000 calorie in focaccine alla frutta, arrivo in stazione in orario, trovo il mio posto. Che non ha la presa di corrente. Chiedo dunque ospitalità in un posto vuoto accanto alla suddetta fonte di energia elettrica, generando ovviamente una serie di spostamenti a catena. Però, devo dire, che tutti i ragazzi che ho costretto a muoversi di posto sono stati molto gentili e non hanno fatto una piega pur di scongiurare una mia crisi isterica. La galanteria non è morta. Prendo l’Ipad e aggiorno l’App di wordpress che mi chiede la password per loggarmi di nuovo, terminato il processo. Mmm. Password. Il vuoto. Vado a un media trip e non so la password per accedere al mio blog. Molto bene. Tento di recuperarla ma faccio prima ad arrivare a Venezia. In stazione mi ricongiungo con Manuela dell’ufficio stampa di Hilton, Laura, Raffaella e Claudia e insieme ci dirigiamo al molo dei taxi. Mi sono sentita molto molto star del cinema sul motoscafo, baciata dal sole. E sono anche riuscita a non rompermi una gamba e/o cadere in laguna salendo e scendendo dall’imbarcazione.

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L’approcio a Molino Stucky, situato sull’isola dell Giudecca, è stupefacente…si esce da un rio, si passa sotto un ponticciolo ed eccolo li, il Molino in tutta la sua imponenza

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Ecco, imponente. Ricordatevelo. Perchè il Molino Stucky era davvero un mulino edificato fra ’800 e ’900 ed è composto da 13 edifici. Quindi non giudicatemi male se per andare da camera mia al ritrovo nella hall mi sono persa. E son dovuta uscire dall’hotel. E costeggiare il canale della Giudecca per ritrovare l’ingresso. Meno male che sono stati tutti comprensivi e mi hanno portato con loro alla prima tappa: piazzetta Nutella

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Nel senso che è una piazzetta (campiello?) all’interno di Molino Stucky, con un Nutella Bar. Dove servono tutte cose farcite con la Nutella. Tanta Nutella. L’ho già detto Nutella? Aperta agli ospiti, ma anche ai veneziani, nei mesi estivi è la gioia di tutti i golosi! Ma tranquilli, d’inverno c’è l’angolo crepe – con Nutella- all’interno del Lounge Bar Rialto, situato nella hall.

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Dopo tutti quei peccati di gola però era proprio tempo di camminare e di certo lo spazio non manca a Molino Stucky. Siamo partite dalla hall e abbiamo percorso il lungo corridoio in cui ogni mese vengono esposte le opere di un artista emergente. Queste di Manù Brunello, fra l’altro, erano davvero molto belle.

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Siamo arrivate in una zona dell’albergo dedicata alla memoria della famiglia Stucky, soprattutto di Giovanni : fondatore del Molino, proprietario di Palazzo Grassi da lui restaurato e promotore della Biennale. Insomma, uno svizzero molto amato dai veneziani…anche se la leggenda narra che venne assassinato proprio da un suo dipendente per una storia di donne. Quanto ce piace de spettegolà signora mia :D.

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Di gossip in gossip siamo arrivate all’esterno dove c’è un meraviglioso e rilassante giardino e l’ingresso della Kelly Spa, la spa più grande della laguna con i suoi 600 mq di sauna, idromassaggio, cromoterapia, area relax e tutte altre cose che io devo tornare a provare assolutamente. Così, per dovere di cronaca eh.

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Momento clou del giro: la suite presidenziale. 300 mq distribuiti fra due camere da letto, cucina, salone, cabine armadio, quattro bagni, sauna, jacuzzi, palestra e accesso privato alla torre più alta di Venezia da cui si può godere di una vista sulla Serenissima da 35 metri d’altezza. Il costo, ovviamente, non è basso ma all’Hilton Molino Stucky sono così romantici che l’hanno concessa anche per brevissimi periodi…il tempo di chiedere in moglie la vostra amata ;)

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Comunque la vista dall’alto ve la potete godere anche voi, basta andare a prendere un drink allo Skyline Rooftop bar come abbiamo fatto noi per aperitivo. Situato all’ 8° piano ha due terrazze e una zona centrale coperta, nei mesi estivi però si espande fino alla piscina con il Moet&Chandon bar. Io ho preso un Passion Fruit Martini e devo dire che la lista dei drink era davvero interessante, tante cose originali e assolutamente da assaggiare! I canapè che ci hanno portato coi drink poi erano divini, soprattutto quello con le capelonghe…ovvero i cannolicchi!

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Abbandonato questo roofbar moderno e da grande metropoli europea, siamo scese a piano terra per la cena al Bacaromi. Allora, a Venezia i cicchetti sono gli stuzzichini, le ombre sono i bicchieri di vino che li accompagnano e i bacari sono i “baretti” specializzati in queste cose. A Molino Stucky hanno voluto il loro personale Bacaro: il Bacaromi. Gli arredi e le decorazioni hanno decisamente il sapore della vecchia Venezia ma la cucina è quella di un Bacaro contemporaneo. E le porzioni non sono proprio da stuzzichino! :) Noi ci siamo concesse il risotto alle capesante e cefalo; fritto misto di pesce, verdura e frutta; cichetti vari e per dolce…un bel gelato alla Nutella! La cosa stupenda è il menù in Veneziano coi piatti delle nonne…nel senso che li hanno chiesti davvero a delle nonne veneziane! Bellissimo!

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Dopo un ultimo drink allo Skyline, per salutare Paola e Stefano appena arrivati, siamo andate a nanna e ci siamo ritrovate l’indomani al ricchissimo buffet delle colazioni: uova, salsicce, fagioli, bacon, salumi, formaggi ma anche vari tipi di pane, marmellate, torte, muffin, biscotti…insomma da star li almeno due ore!

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Ma noi avevamo una missione: imparare a cucinare il risotto col radicchio, salsiccia e riduzione di Cabernet. Glisserò sui particolari che hanno portato il mio risotto a diventare zuppa e ringrazierò solo lo chef Ivan Catenacci per la pazienza e mando tutta la mia massima stima a voi che lavorate in cucina perchè io già alla tostatura del riso stavo evaporando! Grazie!

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Infine ci siamo concessi un breve giro alla Giudecca. Isola poco frequentata dai turisti e per questo molto tranquilla e caratteristica, è famosa per la presenza della Chiesa del Redentore che vi ricorderà qualcosa per la festa che si svolge in terzo sabato di luglio in cui si crea un ponte fra le Zattere e la Giudecca e tutti i veneziani affollano il bacino di San Marco di barche per godersi i fuochi d’artificio. Io ci voglio andare!

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E mentre passeggiavo pensavo che Molino Stucky è proprio un bel posto, non solo come hotel, ma anche come centro di ritrovo per i Veneziani che possono godersi i ristoranti, la spa, piazzetta nutella e lo skyline bar in un’oasi di tranquillità…io ci andrei spesso!

E poi…niente…siamo tornati a casa! Grazie mille a Hilton, Manuela, Erika e Giulia di Molino Stucky, Laura, Raffaella, Claudia, Paola e Stefano!

Ci vediamo per il pool party no? ;)

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Piccola guida alla giornata felice della Signora Laura. Aka my fav spots.

Probabilmente, e dico probabilmente, si é notato un vago trend total black e #maiunagioia frequentandomi nell’ultimo periodo. Capita, days come and go, come ci ricordano i sempre amati Papa Roach. Non finire raggomitolati sul divano ascoltando Lana del Rey però è possibile e bastano poche cose: giornate soleggiate, passeggiate con gli amici e i locali del cuore. Perché, dai, anche se ci piace provare posti nuovi e fare quelli che conoscono tutti i locali fighi di Milano, la verità é che ognuno ha i posti dove si sente bene, dove si sente a casa. E dato che sono generosa vado a illustrarvi la giornata felice ideale della Signora Laura. Sai mai voleste invitarmi a uscire :D

Colazione e pranzo

Allora, la colazione prima delle 10:30 non esiste. Chiarito questo punto, e spiegato perché colazione e pranzo sono accorpati, posso dirvi che alternerei due posti: Pavé e Taglio

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Pavé é una bakery. Sì, capisco di soffrire della perversione milanese di inglesizzare tutto ma io riesco a definirla solo bakery. Ottima pasticceria, dalle brioche alle torte rigorosamente tutte prodotte nel laboratorio a vista. Buoni anche i panini che potete trovare a pranzo e l’aperitivo…con pimm’s! A parte questo Pavè é uno di quei posti dove “perder tempo” come se foste a casa: wifi, caffè e il plus delle brioche che a casa non avete! Poi potete stare sprofondati in poltrona (se riuscite ad accaparrarvela) per ore, navigando, leggendo o scrivendo post su quanto sia bello e ti rimetta in pace col mondo stare da Pavé.

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Stesso discorso di tranquillità e wifi per Taglio, ma con l’aggiunta di un mio grande grande amore: la colazione salata. Datemi un paio di uova benedict e una passeggiata lungo il Naviglio in una tiepida giornata di sole e potrei anche quasi essere felice. Il quasi é dato dalla consapevolezza del contenuto calorico della salsa olandese ovviamente. Ma, in fondo, ci si può concedere questo regalo una volta ogni tanto, anche solo per il piacere di stare a parlare a lungo con Raffaele di caffè e dei vari metodi di infusione…e degustare le diverse varietà e capire che non è solo quella bevanda calda e analcolica che mi trasforma in una persona (più o meno) socievole…Mimmo in cucina poi é di una dolcezza unica, ti fa venire voglia di prenotare i posti al bancone solo per vederlo muoversi fra i fornelli e chiacchierare con lui.

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Pomeriggio…

Dopo che vi sarete rifocillati per per bene, confidando nel bel tempo, andate a fare una passeggiata! Davvero, io sono pigrissima ma cosa c’è di meglio in questa stagione che andare ai giardini pubblici con un libro e stendersi al sole a leggere? Il sole andrà via in tempo per l’aperitivo e io adoro fare a piedi tutta la strada che separa Porta Venezia da Porta Romana, dove si svolge la mia vita notturna…

Aperitivo

Lo so che vi aspettate che io scriva di un posto. Lo so. :D E lo farò, ma metterlo nella categoria aperitivo mi pare riduttivo :P Quindi inizierò col parlarvi dell’altro posto…che non ha bisogno neanche di introduzioni: il Pravda. C’era una puntata di Gilmore girls in cui si diceva a Lorelai che una signora non dovrebbe mai far sapere di conoscere il barman per nome. Beh, allora io non voglio essere una signora perché non c’è nulla di più bello che entrare in un locale dove ti salutano per nome e ti senti perfettamente a tuo agio anche se sei il da sola. Sí, é un posto piccolo, sì é meglio d’estate quando (ciao residenti) si sta fuori sul marciapiede senza ibernare ma chi se ne frega (A parte i residenti, dico) . Mille volte meglio un posto dove ci si sente bene, no? E dove si beve anche bene! Per l’aperitivo io consiglio il sour alla mela verde o al frutto della passione, oppure il cocktail alla fragola e basilico che non so se é un sour. Per amor di giornalismo tornerò a chiedere, per voi eh…. Per il dopo cena shot di vodka liscia come se non ci fosse un domani. *disclaimer: bevete responsabilmente* ( I say don’t drink and drive, you may spill your drink)

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Cena

C’è gente, di cui non farò il nome, che ci andrebbe in taxi. Ma voi fateveli due passi a piedi (questo post non é stato sponsorizzato da nessuna società ginnica) è andate da Pastamadre. Perché lo adoro? Beh, come non amare un posto in cui lo chef sa che adoro le sue alicette fritte e te le fa recapitare al tavolo insieme al menù appena ti accomodi?Francesco sei il migliore! :) Il posto é piccolo e gira voce che le sedie siano particolarmente scomode ma, come per il Pravda, sono piccolezze, cose che scheggiano un po’ la perfezione che non piace a nessuno no? E poi ma chi se ne frega della sedia un po’ dura quando puoi avere le alicette fritte,i paccheri con la salsiccia e il caciocavallo e dei dolci meravigliosi… (Anche il resto del menù eh, ma io sono abitudinaria :D) . E soprattutto quando puoi avere la compagnia di Francesco che sembra timidissimo, ma poi quando inizia a parlare ti travolge con la sua passione per cibo e vino!

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Pre- after- during- dinner. Una dichiarazione d’amore.

Ed eccoci qui. Volevate che non vi parlassi de La Cieca? Innanzitutto sono il mayor e un motivo ci sarà. Sì il vino mi piace ma sarebbe assolutamente inutile farvi credere che io me ne intenda davvero. Ho capito più o meno cosa mi piace e cosa no e assaggiare cose nuove piano piano forse mi porterà anche a comprendere la totalità di questo mondo meraviglioso, ma ormai non è più tanto il vino e il voler imparare che mi porta li. É che tutti abbiamo bisogno di un posto dove sentirci bene, fra amici, dove sapere di poter incontrare qualcuno che si conosce senza organizzarsi su whatsappe farsi due chiacchiere e qualche risata. Un posto dove poter entrare alle 18:30 e uscire all’una di notte senza che il tempo sia pesato. Un posto dove ti fanno sentire costantemente bene, anche se a volte pare il raduno del reparto psichiatrico del Niguarda (questa me la faranno pagare lo so). E vabbé, io li ci sto bene, forse perché non c’é mica bisogno di fingere di essere dei super enofighetti o forse perché dal reparto psichiatrico sono appena fuggita pure io, non lo so. So che prima o poi più che sul bicchiere nero scriveranno il mio nome direttamente su uno sgabello e io ne sarò ben felice! La maglietta già c’è l’ho! :D Sì, questo comunque era un ringraziamento pubblico per tutte le sere che mi avete sopportata, nel buono e nel cattivo umore, in sobrietà e ubriachezza, finché chiusura non ci separi. Basta, fine del sentimentalismo, che poi mi commuovo e mi si scioglie il mascara. Tornerò professscional e vi dirò che il locale é speculare al Pravda quindi lo spazio sempre quello é, ma il ghe sboro regna sempre sovrano quando in cambio si può stare bene, in compagnia e con ottimi vini! E poi c’è sempre un evento a cui partecipare o qualcosa di nuovo da degustare, basta buttarsi con fiducia e senza aver timore di essere squadrati male perché non si conoscono etichette e annate. Giuro che mi é capitato, enoteca fighetta in cui se non parli di tannino e riveratolo (Che fra l’altro sono i primi due termini a caso che mi sono venuti in mente e che saprei contestualizzare come parole a caso sulla fissione nucleare) come se fossero figli tuoi ti trattano con una sufficienza tale che manca solo la maglietta “you can’t sit with us”. Che odio. No perché scusate eh, ma se io voglio uscire e non ho fatto il corso da sommelier non posso godermi la serata e un bicchiere di vino lo stesso? Devi per forza trattarmi come se mi meritassi solo bianco frizzante alla spina? Questo, sinceramente, è il problema di tante enoteche o forse son stata sempre sfortunata io ma nella mia esperienza enologica, che non sarà millenaria ma esiste, e ho sempre avuto pregiudizi e quasi timore di andare in enoteca senza capirne. Quindi, chiudendo qua lo sfogo, un grazie a la cieca anche per avermi fatto rivalutare ed avvicinare a questo mondo! E se anche voi siete reduci da brutte mean-eno-girls esperienze fate un salto e capite che al Wine bar (ho finito i sinonimi in italiano) si può stare davvero bene. Giuro. Non mi pagano per dirlo. Anzi sono io che fra un po’ dovrò pagarli per sopportarmi :D e ora due foto per chiudere il post che devo andare a prendere il treno ;)

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Ci rileggiamo da Venezia, per #molinotasting! A presto….magari in un dei miei posti felici ;)

Una serata coi cantineros Havana Club

Metti una sera al Bobino Club coi cantineros dell’Havana Club. Potevo mancare? Direi di no. Soprattutto se cotali stinchi di santi si sono offerti di insegnarmi a miscelare un cocktail. Allora, andiamo con ordine. Ho letto l’elenco dei drink, ne ho scelto uno e l’ho bevuto…così, per settare il gusto. Poi ho provato a cimentarmi…e ho deciso di fare quella che beve che è meglio! :)

 Il cocktail da me scelto era il Chanchanchara composto da :

  • 3cl di miele
  • 1,5 cl di succo di lime
  • 4,5 cl di havana 7 anni
  • ghiaccio tritato

Prima abbiamo messo il succo di lime e il miele molto liquido sul fondo del bicchiere e abbiamo amalgamato bene…poi rhum, ghiaccio e ciliegine! Meraviglioso…

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Il suo era molto buono, dolce, con quella pnta di lime a solleticare le papille gustative. Il mio sapeva di rhum. Havana Club 7 anni. Il che è cosa buona e giusta ma forse non era lo scopo del gioco :P

Prima di Natale L’Havana Club mi aveva anche chiesto di creare un cocktail per loro, a fantasia, con gli ingredienti selezionati:

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E la mia creazione è stata molto semplice, ma, devo dirmelo, soddisfacente per il clima invernale:

  • il succo di un arancia
  • 2 cucchiaini di miele
  • 4,5 cl di Havana 7 anni
  • una stecca di cannella

Ho fatto scaldare miele e succo d’arancia in un pentolino, senza portare a bollore. Ho versato il tutto nel bellissimo bicchiere Havana e ho aggiunto il rhum…una bella mescolata con la stecca di cannella lasciata poi in infusione e…buon relax sul divano ;)

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Insomma, grazie a tutti per la serata e soprattutto ai cantineros per la santa pazienza! :D

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#havanamixyourlife

Fishbar de Milan

There’s a new bar in town. Un fish bar per essere precisi. Il fish bar di Eugenio Boer per essere ancora più precisi.

Ci siamo andati, io e la dolce metà, a pochi giorni dall’apertura e ne siamo rimasti super entusiasti. Per dovere di cronaca c’è da dire che noi non conoscevamo Eugenio dalla sua precedente esperienza lavorativa e quindi, sì, sapevamo che fosse bravo ma siamo rimasti letteralmente deliziati.

L’ambiente è molto accogliente, con legno scuro caldo e qualche accenno ai toni marinari. Il personale è davvero gentile (pure troppo, non datemi del lei e della Signora porcadiquellavacca che ho solo 28 25 anni) e il menù è davvero invitante.

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Noi, affamati come marinai, abbiamo iniziato con 6 ostriche, per poi proseguire con i crostini con le acciughe…

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La zuppa thai di noodles e salmone è venuta subito dopo, a riscaldare il mio palato e ad avvolgerlo nel calore delle spezie e nella cremosità del latte di cocco. il salmone, per quanto non sia di certo fra i miei pesci preferiti, mi ha sorpresa e convinta fin dal primo morso e la presenza dei noodles si fa notare ma nell’insieme il piatto si discosta parecchio dai ciotoloni di ramen che vanno per la maggiore in questo momento.

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Il lobster roll è stato la mia incontenibile gioia. Addentriamoci per un attimo nel New England dove c’è un pezzetto del mio piccolo cuore. Consideriamo che fra Boston e Portland di lobster rolls ne ho mangiati parecchi. E ora immaginatevi la mia felicità non solo nel trovare il lobster roll da questa parte dell’atlantico, ma anche di trovarlo più buono di quelli americani! Io andrei a pranzo da Eugenio ogni giorno solo per godermelo in santa pace. Poi col dietologo ci parla lui tanto…Comunque lacrime, commozione e applausi per il roll (Grazie Eugenio, solo per questo sei il mio nuovo #bff)

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E due lacrime di ilarità anche per il dessert, dal nome assolutamente goliardico (un caro saluto ai GemBoy) : un tiramisù alla banana accompagnato dal gelato al bacio made by Gelato Giusto. Cosa chiedere di più.

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Carta dei vini, per quanto mi compete, molto buona…ma credo che da Eugenio ce lo potessimo aspettare ;) (Ciao Dan :D)

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Che dire d’altro…prenotate e andate al più presto, di certo questo new bar in town ci voleva!

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Nota: parcheggio a pagamento nei pressi e strisce blu proprio davanti al locale (miracolo, esistono ancora?!)

#espressgo e la mia giornata con Lavazza

Novembre, un giorno qualsiasi. Controllo le email e fra le varie newsletter, offerte di eredità di lontani parenti etiopi e i pettegolezzi con qualche amica troppo logorroica per whatsapp scorgo una mail da Lavazza. Mi parlano di EspressGo, la loro innovativa macchina per il caffè da automobile, che si collega direttamente all’accendisigari e mi invitano a provarla. Concordiamo una data e io avevo capito : ciao, ti manderemo a casa una macchina tipo Uber, farai un giro del quartiere, proverai la macchina e se ti andrà ne parlerai un pò in giro. Ok.

Invece a qualche giorno dall’appuntamento mi scrivono e mi chiedono se il programma che avevano pensato per pranzo, pomeriggio e aperitivo potesse andarmi bene. Mi va benissimo, anzi, sono molto sorpresa dal fatto che passeremo tutto il giorno insieme. Positivamente sorpresa.

Arriva la mattina prevista e il marito mi chiede con che macchina arriveranno. Rispondo che non lo so. Lui chiede se può essere una 500. Rispondo che non lo so. Chiede se per caso può essere quella 500 col mio nome scritto sulla fiancata che è parcheggiata sotto casa. Non rispondo più.

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Da lì è iniziata la nostra giornata in giro per Milano fra Un posto a Milano, la mostra di Van Gogh e l’aperitivo al Magna Pars. Una giornata interamente seguita e filmata da Jacopo che (povero lui) ha avuto a che fare con uno stoccafisso come me che al suono di “sìì naturale” si imbalsamava tipo Sheldon che cerca di sorridere. Insomma abbiate pietà, non sono abituata ad essere seguita dalle telecamere! E la prossima volta ditelo che così vado dal parrucchiere :P

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Come ricordo di una giornata perfetta Lavazza ci ha anche regalato una Espressgo e le cialde. Il funzionamento è molto semplice: si attacca la macchina all’accendisigari e si riempie d’acqua e con la cialda. Si aspetta che si scaldi, si pigia il bottoncino et voilà…il caffè è pronto! Sì, ovviamente bisogna essere in due in auto ed è caldamente consigliato farsi il caffè da fermi ma vi assicuro che la EspressGo ha la sua comodità nei viaggi lunghi e quando siete bloccati, fermi, in colonne chilometriche sull’autostrada! Noi l’abbiamo testata poco sulla tratta urbana ma è diventata la migliore amica di un amico di mia mamma che va spesso a Parigi per lavoro. In auto.

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Ah, sì, dicevamo…il video. Siete curiosi di vederlo? Bhè…eccolo qui!! Ora vado a gongolare e a vergognarmi allo stesso tempo mentre prenoto una blefaroplastica :P

Buona visione, con una tazza di caffè Lavazza e un paio di biscotti ;)

Cucinando con la soup-maker: Crema di spinaci, patate e timo

Ah, la burocrazia…i tempi tecnici…le postille e le note a piè di pagina.

Sgrunt.

Vabbè, scusate, il risveglio non è stato dei migliori ma cerco di riprendermi, entrare in modalità zen e portare pazienza per un’altra settimana. Intanto focalizziamoci sulle buone notizie: la convalescenza è ufficialmente finita! Fatto anche l’esame di controllo, è tutto a posto e non ci pensiamo più. Brindiamo! ;) Poi…domani dovrebbe nevicare! Che non è proprio una buona notizia. Cioè, sì, bella la neve e il candore per le strade però giovedì dovrei guidare quindi facciamo una 24 ore innevata e basta, giusto?

Nel caso, comunque, io son già pronta con una vasta quantità di verdure (surgelate che son mica una foodblogger seria io) e la mia soup-maker sempre in funzione. Oggi prevedo un porri,patate e carote. Voi la conoscete la Picard? Ha i porri surgelati già tagliati a rondelle! Adoro! Cosa vi devo dire, esco spesso, la verdura fresca si deteriora in fretta…meglio surgelato che sprecato!

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Dicevo, zuppe…oggi vi do la ricetta di quella che secondo me e il marito è la migliore finora, provatela e poi fatemi sapere ;) Ovviamente potete farla anche in una pentola, io ho usato la soup-maker

  • olio evo
  • 2 porri tagliati a rondelle
  • 2 cipollotti sminuzzati
  • 2 patate medie
  • 600 ml di brodo vegetale
  • 200 gr di spinaci
  • sale, pepe, timo
  • 1 cucchiaio di panna di soia

Versate un filo d’olio sul fondo della soup-maker e fatelo scaldare 1 minuto. Aggiungete i cipollotti e soffriggete per 2 minuti, mescolando spesso. Aggiungete i porri, le patate tagliate a cubetti, gli spinaci (se surgelati, decongelati ma non strizzati) e il brodo. Mescolate e impostate su high fino a bollore, poi abbassate il calore su simmer e lasciate sobbollire per 20 minuti. Aggiungete il timo a seconda del vostro gusto e frullate il tutto. Assaggiate e regolate di sale e pepe se necessario. Aggiungete la panna di soia e frullate nuovamente.

Servite con dei panini al parmigiano o all’aglio tostati.

Bene, vado a mettere su la zuppa di oggi…e poi la focaccia ai pomodorini (o alle patate devo decidere) da lasciare al marito stasera che, sì, le zuppe gli piacciono…come antipasto :P

Baci a tutti e buona settimana!

La prossima andrà meglio. Spero. 

Brioche integrali al miele

(inserisci il tuo incipit intelligente qui)

Perchè io non ce la posso fare. No. Non ce la posso fare. Ho il blocco dello scrittore, ma anche quello del lettore, del qualunque cosa. E lo so che è Gennaio, vabbè fai quasi Febbraio, però qui finchè non verrà una temperatura decente, la bellezza di andare in giro senza cappottone imbottito e la certezza che per almeno 3 settimane di fila non pioverà io entro in sciopero. E mi trascinerò stancamente qua e la con zero voglia di fare le cose. Che no, una giornata di sole non fa primavera evvivaevviva. 

Infatti queste brioche le ho fatte sotto le feste, quando almeno ci sono le lucine, l’atmosfera, la vodka natalizia e la crema al mascarpone e tenerti su di morale.  La ricetta l’ho trovata QUI 

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Qualche modifica l’ho fatta…

  • 300 gr di farina manitoba
  • 200 gr di farina integrale
  • 25 gr di lievito di birra
  • 150 ml di latte d’avena
  • 100 gr di burro
  • 2 uova
  • 45 gr di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di melata di bosco

Per il procedimento vi rimando al sito originale che spiega proprio bene tutti i passaggi.

Dal canto mio, sempre finchè non mi si stabilizza in positivo la temperatura in casa, penso che opterò per fare tutti gli impasti nella macchina del pane che almeno non mi si ammazzano al primo colpo d’aria gelida.

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Io li ho farciti con la marmellata ai frutti di bosco e poi li ho pennellati col latte d’avena e una volta cotti spolverizzati con lo zucchero a velo. La prossima volta metterò dello zucchero sopra i cornetti prima di cuocere così da far formare la crosticina, o sceglierò una marmellata leggermente più dolce.

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E come dicevo…lievitazione in un posto caldo e protetto che sarebbero potute venire mooooolto meglio! Ritenterò.

Ora vado a ritirarmi nella mia apatia invernale. Con permesso.

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Andiamo a conoscere la Strja?

Martedì. Ormai state pensando a cosa fare nel weekend, lo so. O forse no, io personalmente sto organizzando Marzo :D Ma concentriamoci su di voi…dicevo, probabilmente sapete già che fare questo weekend, da bravi milanesimbruttiti, ma sapete cosa fare anche giovedì? Bhè, non mi interessa, perchè ve lo dico io cosa avete da fare giovedì: venire a La Cieca e farmi compagnia mentre insieme conosceremo i vini Strja!

La Cieca. L’enoteca. Quella in via Vittadini a Milano. Dove per ragioni misteriose ancora non mi hanno dato un quadrilocale all’ultimo piano con terrazza ad honorem. Mi accontento di poco.

No, non mi hanno assunta come ufficio stampa, giuro! :D Però quando ci sono delle belle cose perchè non dovrei segnalarvele ;) Dato che, nonostante la mia residenza in enoteca ancora non ho imparato nulla, vi copioincollo da descrizione della serata, così non scrivo cialtronerie :D

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Strja e più in generale Montestregone sono un piccolo sogno nel cassetto che a poco a poco sta diventando realtà.

Dalla passione e dalla esperienza di due amici enologi piemontesi, nascono due vini ricchi di personalità e di tradizione che esprimono al meglio le caratteristiche del territorio acquese.
Un territorio, ai confini con la liguria, che assapora la benefica influenza dell’aria “marina”; nascono vini che mescolano bene i caratteri varietali e quelli di eleganza, finezza e bevibilità degni dei grandi rossi piemontesi.
In questo contesto si inserisce bene la vigna di Montestregone; a 250 metri sul livello del mare, 3 Ha di vigneto esposto a sud-est sistemati come se fossero un anfiteatro naturale.
4000 piante di dolcetto allevate con il classico sistema a guyot che danno vita ad un vino austero, con struttura tannica importante e con spiccati caratteri varietali. Un vino che dopo la maturazione in carati di rovere francese vuole essere il rosso di Montestregone per il suo equilibrio di potenza ed eleganza.
5000 piante di Barbera che crescono in questa terra schiarita dalle formazioni tufacee, generano un vino di un caldo rosso purpureo, caratterizzato da una fresca acidità e da profumi spontanei di frutta a bacca rossa. Una barbera fine dalla straordinaria bevibilità.

Con la prima vendemmia, la 2009, sono nati Strja, Barbera d’Asti, e Montestregone, vino da tavola rosso a base dolcetto.
Le produzioni disponibili sono la 2009 (ormai pochissime bottiglie), la 2010 (in esaurimento) e la 2011 che verrà presentata in anteprima proprio in Cieca.

Nel corso della serata sarà possibile degustare Strja, Barbera d’Asti nella vendemmia 2010 e 2011 e per chi arriva presto anche il 2009.

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Io sono molto curiosa di degustare e impaziente di passare un’altra bella serata fra amici a La Cieca…vi che fate? Venite a farmi compagnia no? Dai dai, vi aspetto!! E poi volete mettere fare quelli che vanno alle presentazioni in anteprima? ;) Ci vediamo giovedì!

Baci!

Note to self: E fattelo un corso di approccio al vino prima o poi!

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