Cose con cui non sono d’accordo: casa mia

No. Non sono impazzita. Non del tutto almeno, cioè le mie turbe ce le ho ma che voi noi? E allora a posto.

Ho passato la giornata di ieri a pulire casa. Non che io abiti in un castello, ma fra una stanza e l’altra se trasmettono Profiling e Criminal Minds io mi fermo a guardarli. E non è che l’acaro vada colto di sorpresa alle 7 del mattino come sosteneva mia madre. Si debella perfettamente pure alle 15:00 dopo un panino con l’arrosto, per dire.

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Comunque, dopo questa entusiasmante giornata vorrei darvi i miei personalissimi consigli sulla gestione e sull’arredamento domestico.

  1. Se desiderate dei gatti scegliete: o mettete dei tappeti o li prendete senza peli. Che il pelo dal pavimento vien su in una passata d’aspirapolvere, dal tappeto lo devi pettinare via a mano con un pettinino in osso di tirannosauro rex e ancora il suddetto complemento d’arredo farà cagare. Soprattutto se è color panna.
  2. Il design è bello se c’avete la donna delle pulizie. Ne deduco che i da me snobbati mobili in stile “arte povera”, tanto consigliati dal parentame, si chiamino così per l’appunto perché son quelli perfetti se non c’è la filippina. E non è classismo, lo dico dall’altra parte della barricata. Quella dei povery. Perché bello, no ma bello, aver fatto tutte le ante di tutti i mobili in vetro. Quelli dell’armadio in vetro nero. Con tutti i tavoli in vetro. Che quando hai finito di diventare socio di maggioranza del Glassex comunque ti giri e in controluce ci sono le ditate e la polvere. E i peli dei gatti. Che no, non li hai presi alla fine quelli nudi che sono tanto coccolini ma di notte se li incontri l’infarto è assicurato.
  3. Postilla al punto 2: Tonin, grazie per i tavoli di vetro. Davvero sono splendidi. Esteticamente. Esticazzi però gli spigoli potevamo farli meno appuntiti?
  4. Il bianco è bello. Il bianco è candido. Il bianco è pulito. Per 30 secondi. Poi scoverete una macchia sul mobile bianco. Che è il colore del 99% dei miei mobili. l’1% è il famoso armadio in vetro nero. Che attira impronte digitali che manco CSI San Vittore Olona.
  5. Il pavimento beige-panna-bianco farà risaltare amabilmente ogni singola goccia d’acqua che per caso vi cadrà. Il parquet pure. Vorrei una campionatura di piastrelle per capire che colore faccia capire che avete appena passato 1 ora a lavare e non come se coltivaste una collezione di macchie per eventuali test di Rorschach per terra.

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Insomma, per una vita serena arredate in legno, scuro. Comprate un roomba. O andiamo tutti a vivere in albergo. Si accettano inviti. Grazie.

Cerealia e la focaccia dolce autunnale

Come forse avrete notato non pubblico spesso ricette. Oggi però faccio uno strappo alla routine per parlarvi di una farina che mi hanno proposto di assaggiare.

L’azienda si chiama Cerealia e la farina Wellness. Questa farina ha la particolarità di essere ricca di fibre e di altri preziosi elementi presenti nei cereali, unisce la pienezza del gusto alla capacità di equilibrare il benessere della persona. Non contiene le parti esterne della buccia del chicco, ma solo gli stari più interni. questo permette di ridurre il contenuto di lignina, ovvero la parte meno digeribile e gradevole del chicco. E soprattutto sulla confezione c’è scritto “meno calorie” :D

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Per celebrare la stagione (e Halloween) ho deciso di provarla in una focaccia dolce con zucca e miele di castagno…ottima con un tè bollente!

  • 300 gr di zucca lessa
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 bustina di lievito “mastro fornaio”
  • 500 gr di farina wellness Cerealia
  • 2 cucchiai abbondanti di miele di castagno
  • 200 ml di latte

In una ciotola versate il latte tiepido e scioglietevi il miele e il lievito. Lasciate riposare 2 minuti. Nell’impastatrice unite farina e zucca e iniziate ad amalgamare versando l’olio a filo. Unite a questo punto il mix di latte e lievito e impastate per 5 minuti, finchè otterrete una massa liscia ed elastica. Mettete l’impasto a riposare due ore in una ciotola coperta in un luogo tiepido. Stendetelo quindi in una teglia rettangolare e iniziate a riscaldare il forno a 180°, lasciando riposare l’impasto altri 30 minuti.

Cuocete per 35 minuti.

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Insomma, una bella scoperta che mi ha riportata ai fornelli. Grazie Cerealia :)

E buon autunno!!

La Cieca goes pink

De La Cieca abbiamo ampiamente parlato in queste pagine, quindi come potevo perdermi l’anteprima dell’opening de La Cieca Pink? ;)

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Sotto lo stesso marchio, infatti, nasce quest’enoteca tutta al femminile: 4 donne per una passione.I frequentatori assidui de La Cieca* avranno già visto qualche volta Marta, attrice di teatro, mentre si esercitava dietro al bancone. Con lei Vera, Monica e Sara. Quattro amiche e un grande progetto.

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La Cieca Pink, oltre a voler portare una ventata di rosa nel mondo delle enoteche milanesi attraverso la carta dei vini ricca di rosati (almeno il 60%), si prefigge di essere un luogo di incontro culturale. Essendo a pochi passi dal teatro Franco Parenti infatti, il locale si presta splendidamente per eventi dopo spettacolo. Bellissime le nicchie libreria e musica ricavate nel piano interrato.

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Un tocco di calore, per sentirsi a casa dopo una lunga giornata e degustare un buon rosè, sfogliando le pagine di un libro o ascoltando il proprio disco preferito. Disco, non cd. Per i veri appassionati di musica.

Che dire? Benvenuta Cieca Pink e in bocca al lupo alle ragazze!

Oggi gli ultimi ritocchi, domani (15 Ottobre) l’apertura al pubblico. Quindi dalle 19:30 Vera, Marta, Sara e Monica vi aspettano in Via Pier Lombardo 9 per brindare. Magari con un Sant’Isidoro di Maria Pia Castelli e il vostro vinile del cuore ;)

Ci vediamo li!

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* promuovo una petizione ufficiale per ribattezzare quella di Via Vittadini “La Cieca Dark” :D

I pdf della Signora Laura disponibili per download

Amici,

spero capirete la mia scelta di  mettere a disposizione alcuni pdf che raggruppano in un solo volume tutti gli argomenti che avete trovate di maggiore interesse sul sito. Ho pensato di facilitarvi un po’ la vita mettendo tutte le info e le ricette che cercate in un pdf comodamente scaricabile.

Spero altresì capirete la mia scelta di fissare un piccolo prezzo per questo lavoro…

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Ecco a voi i download ad ora disponibli:

  1. “Le mie ricette slow” : tutto ciò che è stato scritto e pubblicato sul blog. Consigli, ricette, ricette del primo pdf sistemate un po’ meglio, qualche foto delle ricette nuove. Lo trovate QUI a 3 euro
  2. “La mia dieta – Vol I” : tutti gli spiegoni e i consigli e le ricette light presenti sul sito. Lo trovate QUI a 3 euro
  3. Una settimana di dieta a meno di 1300 calorie. Dalla colazione alla cena. Era ancora in fase senza bilanciamento carboidrati/proteine ma è un buon inizio “goloso”. Lo trovate QUI a 1,50 euro

In lavorazione:

  • la guida alle marmellate e alla conserve fatte in casa
  • la guida e il ricettario dolce e salato per macchina del pane
  • la guida e il ricettario per zuppe, salse, creme e dolci nella soup maker
  • il ricettario completo di foto e passaggio con almeno una trentina di ricette inedite per slow cooker

Grazie per l’aiuto :)

Meet&Greet: La serata della Slow Cooker della Signora Laura

Forse non ve lo siete mai chiesto ma ogni blogger ha accesso ad una serie di statistiche e riscontri per poter tracciare cosa vi interessa di più sul sito. Voi, cari miei, a quanto pare siete proprio parecchio interessati all’argomento Slow Cooker e in tanti mi chiedete informazioni o il ricettario in pdf.

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Dato che mi capita giusto giusto di poter organizzare delle serate in un ristorante, perché non iniziare subito, ovviamente bella autoreferenziale? :D Così ho pensato di prestare per una sera tutte le mie SC allo chef e di lasciargli preparare per voi i miei piatti lentocotti preferiti:

Durante la serate potrete farmi tutte le domande che volete su questa utilissima pentola e, se vi registrerete gratuitamente qui , riceverete anche copia stampata del famigerato ricettario. Sì, la registrazione ci serve per sapere quante copie stamparne quindi se lo volete fatela :D

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Porterò anche i miei numerosi ricettari a riguardo così che potrete trarre nuove ispirazioni e magari la prossima volta assaggeremo altri piatti tutti insieme!

Venerdì 19 Settembre. Tutti i dettagli li trovate qui, sull’evento Fb. A breve anche sul blog di Agricola Sant’Agnese. Oppure potete scrivermi a info@lasignoralaura.com e/o laura@agricolasagnese.com

Vi aspetto, che mi devo dare un tono che venite a una mia serata ;)

Una piccola novità: #LaSignoraLauraGoesToWork

Non so se ve l’ho spammato abbastanza, ma ho un’occupazione. Sono diventata una di quelle persone che dicono “”devo andare al lavoro“. La cosa suona ancora strana anche a me :D

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Le cose si sono svolte più o meno così: mando un messaggio a Davide (Mingiardi n.d.r) per non mi ricordo più cosa e lui non mi risponde. Al terzo giorno di attesa lo insulto, con tanto affetto of course. Lui mi risponde che è molto preso con il lancio del nuovo locale e butta li la battuta “che per caso ti interesserebbe…” con tanto di faccino che ride. Io dico parliamone. Dal parlare si passa a provare, un po’ in sordina a Luglio e poi alle riflessioni sotto l’ombrellone durante le vacanze ed infine eccoci qua. A fare la social media manager, che ci metterò sei giorni a spiegarlo a mia nonna cos’è che vuol dire.

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Vuol dire che, Fb e Twitter a parte, posso impossessarmi di una trattoria con winebar per creare eventi per divertirci insieme e per cercare di far star bene le persone insieme, nella vita reale e non solo sui social. Io penso che mi divertirò molto.

Sto pensando per voi e mi si accavallano tante di quelle idee che credo ci voglia il proverbiale profondo respiro e attimo di calma e di assimilazione della novità, altrimenti qua penso 100 cose e ne organizzo zero. Poi Davide mi licenzia :D

Intanto abbiamo già lanciato #cenaunavolta che una volta al mese io farei edizione speciale single.

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Poi ho pensato, dato che ricevo moltissime email piene di domande riguardo alla slow-cooker, potremmo fare una serata in cui prepariamo qualcosa con la suddetta pentola e potete farmi tutte le domande che volete dal vivo. O anche sulla dieta. Un meet and greet con la Signora Laura insomma. Ovviamente è tutto per darmi un tono così sembro davvero una che di social ne sa :D

Di sicuro c’è che ho già progettato il furto delle chiavi e il cambio della serratura per Halloween. Sarà il party più dark di Milano. O almeno ci si prova :) E ho già le mie idee per Natale…ve l’ho detto, troppo entusiasmo!

Se vi va passate a farvi un brindisi con me e ad augurarmi in bocca al lupo, ora sapete dove trovarmi quasi sempre ;)

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A presto!

Zuppa di pollo per l’anima

Autunno. Forse è un po’ presto per pensare all’autunno ma in fondo, quando mai è arrivata l’estate? E così la stagione delle maniche lunghe e delle tazze di tè fumanti si è protratta, portando con se anche le zuppe.

Durante la mia breve vacanza ad Amsterdam ho notato quanto fossero amate e onnipresenti in ogni menù e alla fine mi sono decisa a provarne una anch’io: la zuppa di pollo.

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Saporita, nutriente e rinfrancante! Così una volta a casa ho voluto provare a rifarla ma, che vi devo dire, non ho proprio la mano nordica in cucina quindi il sapore non c’entra una beata fava. Ci lavorerò. Perché sebbene questa di Jamie Oliver sia molto buona io vorrei ritrovare il gusto di quella…son pur sempre ricordi no?

(per 2 porzioni molto abbondanti o 3 normali)

  • 4 carote
  • 4 coste di sedano
  • 500 gr di petto di pollo intero
  • 1 cipolla
  • alloro
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio, sale, pepe, burro

Per comodità se avete una di quelle pentole per la pasta con lo scolapasta estraibile usatela. Metteteci due carote, due coste di sedano e la cipolla tagliati grossolanamente. Aggiungete l’alloro, il sale, il pepe e il pollo. Ricoprite tutto con 3 litri d’acqua per una zuppa normale o 5 per una zuppa a cui volete aggiungere la pasta. Lasciate bollire per 1 ora, schiumando di tanto in tanto l’eventuale grasso. In una pentola a parte versate un filo d’olio e una noce di burro. Scaldate il tutto e soffriggete uno spicchio d’aglio tritato e un mazzetto di prezzemolo tritato.  Affettate finemente (io ho usato il robot da cucina) due carote e due coste di sedano e aggiungetele al soffritto. Unite infine il pollo, sfaldandolo con due forchette e ricoprite tutto col brodo filtrato. Se decidete di unire della pasta (io consiglio spaghettini spezzati o gramigna) aggiungetela ora. Fate sobbollire il tutto, con o senza pasta, per 20 minuti, regolando di sale o pepe se necessario. A piacere potete unire qualche goccia di succo di limone o della scorza grattugiata.

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Io ho servito la zuppa accompagnata da delle baguette al rosmarino fatte con la mia fedele macchina del pane. Mi ci trovo ancora molto bene, per chi me l’aveva chiesto, l’unica cosa è che ho capito che vengono molto meglio facendo un impasto con 100 gr di farina 00 e 145 di manitoba. Voglio provare con il lievito madre in polvere che ho trovato. Oddio no, speriamo di non rientrare nel trip della panificazione!! Ora ne sto facendo 8 semplici semplici che il marito ha bisogno di una base per la Nutella :D

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Bene, direi che è tutto dal fronte cucina…ora un sorso di brodo di pollo e passa tutto. Pronti per nuove avventure ;)

Settembre, anno nuovo

Sì, lo so, non scrivevo dal 13 Giugno. Shame on me.

Ultimamente devo dire che ho lasciato indietro parecchie cose, lasciandomi trascinare da altre e ora siamo già qua, a Settembre con un sacco di decisioni da prendere. Lavorativamente parlando. Ma anche progetti, sogni, soli-cuori-amori e cazzi-e-mazzi. Insomma. E’ Settembre e s’ha da rimettersi in pista e combinare qualcosa.

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Il lavorativamente parlando ve lo annuncerò quando ci sarà qualcosa di definito. Potrebbe essere come no, quindi io faccio la scaramantica e finchè non c’è nulla di ufficiale fischietto e faccio finta di niente.

Per il resto…per qualche malsana ragione mi è tornata voglia di cucinare. Ieri ho fatto la spesa, un bel programma di piatti da provare giorno per giorno e quindi non escludo che si torni a parlare anche di ricette su questi schermi. Incredibbbbole amici.

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Sulla wishlist dell’anno nuovo poi, come sempre, ci sono anche i grandi classici: smettere di mangiare così tanti dolci, dimagrire, risparmiare, fare un corso di francese ma forse anche di olandese. Chissà se sarà la volta buona.

E poi ci sono le nuove priorità: dedicare più tempo a me, alla famiglia e agli amici, quelli veri. Quelli che ti sentono un po’ strana e guiderebbero per venirti a prendere a mille e passa chilometri di distanza per riportarti a casa in giornata. Quelli che ti sentono triste, non ti fanno domande ma ti fanno una torta. Quelli che neanche dovrebbero esserci nella tua vita ma che in fondo ringrazi il Cielo che ci siano perché nonostante tutto ti rendono felice, sempre. Quelli con cui organizzare scampagnate last minute o bbq di porco come se non ci fosse una dignità. Quelli che faranno da cavie per il mio ritorno in cucina.

Perché d’ora in poi è tempo che ogni tanto, almeno ogni tanto, una gioia.

Laura is changing and won’t come back. Or the bitch is back. As you prefer.

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Agricola Sant’Agnese is back in town.

C’era una volta Enocratia. Il locale. Poi è diventata distribuzione e quella c’è ancora. Ma anche il locale c’è ancora, da qualche settimana infatti Enocratia is back. Solo che si chiama Agricola Sant’Agnese. Tutto chiaro? A me abbastanza.

Dietro il bancone c’è sempre lui, Davide Mingiardi e in mescita propone vini di realtà artigianali italiane, prevalentemente biologici e biodinamici, accompagnati per ora non più dalla cucina ricercata di Eugenio Boer ma da stuzzichini vari. Si vocifera anche di un prossimo lancio del menù pranzo.

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Io sono stata in Agricola Sant’Agnese per la prima volta mercoledì scorso in occasione di una degustazione tenuta da Lorenzo di Goodmakers.it, che è un network d’acquisto enologico. Tutte le info dettagliatissime sul progetto le potete trovare QUI

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Tutti vini ottimi, su tutti Il Barbera d’Asti di Flavio Meistro (Azienda Agricola But) e il Klinec Villa de Mandan, Tocai bianco macerato.

Il mio sogno comunque dopo averli assaggiati tutti (e un aver aggiunto un paio di spritz), l’altra sera, con 36 gradi,  era pucciare i piedi nella vasca del ghiaccio quindi scusate se non sono precisissima su quello che ho assaggiato :D

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Menzione d’onore anche ai formaggi portati da Paolo Leone e al pane…ah, il pane allo zafferano, quanti orgas…eh, no volevo dire, che buono!

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Insomma, una bella serata, un posto che già c’era ma che è come se fosse totalmente nuovo e, per finire, un suggerimento:

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See you there! Io e le amichette mie ci si va giovedì prossimo ;)

AL Giappo. Sushi, cocktails e tazze bellissime.

Sabato sera sono andata Al Giappo. Che se sei di Milano funziona tipo così:

“oh ma dov’è che hai cenato?”

“Al Giappo, in Via de Amicis”

“Ma il Tokyo Fish? O un altro?”

“No no, proprio al Giappo”

“Sì, ho capito, ma quale giappo?”

E via così per ore che neanche “chi siete, dove andate due fiorini“. Quindi, il ristorante di chiama Al Giappo. Proprio così. E questo l’abbiamo chiarito. Poi io direi anche che è quasi un cocktail bar con cucina giapponese, che forse rende ancora più l’idea. Dietro il bancone Kevin miscela sapientemente alcolici e spezie e consiglia anche il cocktail migliore in abbinamento al menù scelto. Sulla carta dei drink poi una pagina dedicata ai drink ospiti: il Bruschettini di Frog e il Bitter Inside di Andrea, del mitico Pravda ad esempio. Ma anche ricette dal Bulgari e di Oscar Quagliarini.

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foto 2Petite Fashioned

foto 2Mezcal (e la tazza bellissima che non sono riuscita a rubare ma che sarà presto in vendita)

Dal lato cibo, un giappo di tutto rispetto che si piazza secondo nella mia personale classifica milanese già al primo assaggio.

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Philadelphia – Salmon – Avocado rolls

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Nigiri di anguilla / salmone/ gambero crudo di Mazara del Vallo

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Chirashi misto

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Soft sheel crabs tempura (moche)

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Uramaki di frutta

Tutto eccellente, su tutto le moeche e i gamberi crudi. Originale il dolce, ma io ammetto di essere assuefatta all’abbinamento riso-frutta-sesamo da quando ho assaggiato lo sticky rice col mango a Al Mercato.

Spesa totale con anche i gyoza di gamberi: 85 euro. Onesto.

Insomma, un posto nuovo, consigliatissimo e dove tornerò spesso. Sia per i drink che per la cucina. Che per comprare la tazza.O rubarla.

Al Giappo

Via de Amicis 9

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